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Il culto della Fede nella Regione Basilicata

Il culto della Fede
nella Regione Basilicata
Il turismo religioso in Regione Basilicata è poco sviluppato, in quanto manca una strategia complessiva e dove sono attivi dei percorsi, è il risultato di un progetto locale o di un effetto trascinamento, dovuto al contesto territoriale in cui si trovano, come nel caso delle Chiese Rupestri di Matera, o ai fedeli che si recano in pellegrinaggio (Madonna di Viggiano, San Rocco di Tolve, ecc. ), seppure, in questo ultimo caso, sia limitato soprattutto alle ricorrenze religiose. 

Molte sono le Chiese in Regione Basilicata che hanno una storia secolare, con un enorme potenziale turistico, ma, non essendoci una spinta né dal contesto, né dai pellegrini, sono confinate all’utilizzo da parte dei fedeli locali praticanti, e, nonostante ciò, si registrano, comunque, sporadiche presenze di qualche turista, spesso, però, senza alcun supporto cartaceo e/o multimediale sui luoghi che si stanno visitando. 

Il progetto si pone l’obiettivo di promuovere e favorire il turismo religioso in Regione Basilicata, predisponendo e rendendo fruibili i relativi percorsi turistici possibili, consentendo a tutti i soggetti interessati di reperire agevolmente le informazioni necessarie per accedere alle visite, tramite la consultazione di canali internet dedicati (blog, facebook, youtube, maps, earth, altro), realizzando delle reti online interattive delle comunità religiose lucane. 

Le singole parrocchie, anche quelle non inserite nei percorsi turistici, potranno, tramite questi strumenti, comunicare direttamente nel web tutte le informazioni che riterranno opportune, ad iniziare dalle eventuali iniziative, sociali e culturali, con la possibilità di poter attivare anche una propria presenza autonoma. 

In questo modo, si darà anche un seguito alla volontà di Papa Benedetto XVI, che in occasione della chiusura del convegno "Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale", organizzato in Vaticano, nel quale sono intervenuti i massimi vertici della Cei e le competenti autorità vaticane, ha dichiarato: “Senza timori vogliamo prendere il largo nel mare digitale per abitarlo con «cuore credente, tentando di dare un’anima al flusso incessante della rete”. 

Pertanto, con l’avvio di questo progetto, sarà possibile, per le parrocchie interessate, proiettarsi nel mondo virtuale emergente della rete internet, dando nuova linfa, fiducia e speranza alle tante anime, abbandonate al loro destino, che non sempre si riescono ad intercettare con i metodi tradizionali.

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