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“Cristo è Risorto! Alleluia, Alleluia!”

Messaggio del Direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport

La liturgia della notte di Pasqua si apre con il rito suggestivo della luce. La Chiesa passa progressivamente dal buio alla luce.

Il cero pasquale, la luce che viene dal Cristo Risorto, attraversando la navata centrale diventa fonte di illuminazione per chi attinge da esso il fuoco per accendere la propria candela.

Da un’unica luce, che pian piano si fa spazio nel buio, tutta la Chiesa viene invasa dalla luce delle piccole candele.

Il passaggio di Gesù, dalla morte alla vita, da questo mondo al padre, illumina ogni uomo nel suo cammino di fede, la nostra fede. Fede che non consiste solo nel conoscere fatti o nozioni ma soprattutto riconoscere Gesù vivo, presente nella nostra vita e seguirlo nella strada che Lui ci indica.
I discepoli di Emmaus che stanno ritornando a casa con il cuore pieno di amarezza e delusione per la morte di colui nel quale avevano riposto le loro speranze, davanti a Gesù, che non riconoscono, manifestano tutta la loro cecità. In realtà essi dovrebbero coltivare almeno una speranza perché alcuni testimoni dicono che sia risorto, ma non vengono creduti.

Così ciascuno di noi può parlare della risurrezione e riferirla come un fatto accaduto, ma esserne distante, non coinvolto perché immerso nel buio della sofferenza. Gesù poco alla volta illumina e infiamma il cuore dei due discepoli mostrando loro che la croce è il gesto più grande di amore di Dio. Dalle piaghe di Gesù si sprigiona la luce dell’amore, l’acqua dello Spirito Santo che dove giunge risana. 

Il credente può associare l’immagine del pane che si spezza a quella del costato aperto da cui esce sangue ed acqua. Dal cuore di Cristo viene la luce dell’amore, lo Spirito Santo, che fa passare dal buio alla luce e si aprono gli occhi per riconoscerlo come il “mio Dio”. 

Non dimentichiamo che la nostra fede si basa sulla testimonianza di coloro che lo hanno visto, gli Apostoli, quindi nel credere ad una testimonianza per vedere Cristo Risorto e così avere fede nella sua risurrezione. In fin dei conti possiamo dire che il rapporto con Gesù si basa su un gioco oscillante fra fede e visione. Più vediamo Gesù, più cresciamo nella fede, più abbiamo fede più contempliamo il Suo volto. Come non pensare, quindi, all’esempio di fede per eccellenza: l’Eucarestia. Dinanzi all’Ostia siamo messi in una situazione paradossale, vediamo qualcosa di materiale apparentemente innocuo, semplice, ma grazie alla fede vediamo in quel piccolo pezzo di pane il Corpo di Cristo Risorto. 

Questa manifestazione gloriosa di Cristo ci sia di aiuto e di sprono per la vita quotidiana affinché anche noi possiamo risorgere a vita nuova, e ci faccia capire come solo con un semplice gesto di fede, di totale fiducia in un racconto si possa incontrare Gesù nella nostra vita, vederlo risorto e adorarlo nella santissima Eucarestia. 

Prendiamo sempre più consapevolezza che il giorno santissimo di Pasqua, noi festeggiamo il Risorto, Cristo Gesù! 

Invochiamo quindi il Signore, la Luce vera che illumina ogni uomo, e diciamo nella nostra quotidiana preghiera: “È in te la sorgente della luce, alla tua luce vediamo la luce” (sal 36,10).

Don Pierluigi

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