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Altare principale Cattedrale di San Gerardo Potenza


L’altare di Santa Maria Assunta è stato realizzato da Bastelli Giuseppe nel 1739, ai lati fanno da corona scene del vangelo, dipinte ad olio e tempera su maschite dal pittore Onofrio Bramante nel 1980.

Salendo sull'altare, sulla sinistra è possibile vedere, in alto la scena della pesca miracolosa, in basso le beatitudini. Sulla destra, invece, in alto la crocifissione di Gesù, in basso Gesù che dividi il pane con gli apostoli.

La prima scena del vangelo rappresentata nell'abside, cominciando da sinistra, raffigura un Angelo, tenuto conto della vicinanza alla seconda, quella della natività, è riferita all’angelo che ha annunziato a Maria il concepimento di Gesù.

La terza scena rappresenta la strage degli innocenti, in cui Erode il Grande, re della Guidea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi.

La quarta è la presentazione di Gesù al tempio, un episodio dell’infanzia di Gesù. Maria e Giuseppe portarono il Bambino al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita per “offrirlo” a Dio.

La scena successiva rappresenta la Chiamata per gli apostoli. I Vangeli concordano nel riferire che la chiamata degli Apostoli segnò i primi passi del ministero di Gesù, dopo il Battesimo ricevuto dal Battista nelle acque del Giordano.

A seguire la scena di Gesù, che ha da poco cominciato la predicazione del Regno di Dio, quando il suo sguardo si posa su due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni. Sono pescatori, impegnati nel loro lavoro quotidiano. Gettano le reti, le riassettano. Ma un’altra pesca li attende. Gesù li chiama con decisione ed essi con prontezza lo seguono: ormai saranno «pescatori di uomini» (cf Mc 1,17; Mt 4,19).


Al centro è raffigurata la trasfigurazione di Gesù, un episodio della sua vita, descritto nei vangeli. Gesù dopo essersi appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, cambiò aspetto mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e una stupefacente bianchezza delle vesti.

In alto l’elevazione di Gesù al cielo, rappresenta comunque l’elemento culminante della purezza dell’essere umano, che svolto il proprio ruolo terreno, torna a Dio che ci ha concesso il miracolo della vita.

Ai lati della trasfigurazione è rappresentato, sulla destra Gesù deposto dalla Croce l’episodio finale della passione di Gesù. 

A seguire Gesù Cristo alla colonna: la flagellazione di Gesù. Pilato lo fece flagellare per dare soddisfazione ai notabili ebrei che lo accusavano. 

Poi, c'è la guarigione del paralitico (si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo, però, portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove era e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». 

Dopo è possibile vedere la rappresentazione della resurrezione di Gesù Cristo è l’evento centrale della narrazione dei vangeli, il terzo giorno dalla sua morte in croce, Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole e quindi anche ad altri apostoli e discepoli. 

Le ultime due scene sono il battesimo di Gesù, fatto da Giovanni Battista, intento a battezzare il popolo nelle acque del giordano e un dipinto di San Giovanni Battista, che fu un asceta (rifiuto dei piaceri terreni e vita solitaria dedicata alla preghiera ed alla contemplazione), proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica.

Autore dell'articolo: Pinnarò Patrizio
segretario dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale del Turismo
Arcidiocesi di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo
La riproduzione del testo è consentita con la citazione della fonte.

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