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Cattedrale di San Gerardo Potenza

Poche le notizie disponibili, e non sempre possiamo averne la certezza storica, mentre possiamo scoprire i messaggi evangelici, che il clero potentino ci ha tramandato, tramite le opere di arte sacra giunte a noi. 

La cattedrale di San Gerardo a Potenza ha subito numerose modifiche, ma possiamo ipotizzare che siano state molte di più visto che mancano ca. sei secoli, atteso che i resti più antichi risalgono ca. al VI secolo.

I primi rifacimenti radicali sono avvenuti intorno al 1200, ad opera del vescovo Bartolomeo, poi nel 1789 il vescovo Serrao la fece ricostruire più ampia. Dopo il terremoto del 1857 fu abbattuta e ridimensionata, mentre a causa di quello del 1930, negli anni ’30 furono eseguite grandi opere di restauro.

Purtroppo la violenza della seconda guerra mondiale non ha risparmiato anche la Cattedrale, tanto da essere ferita dai bombardamenti dell’8 settembre 1943, per poi essere riparata negli anni 45-50.

L’ultimo restauro è avvenuto il 1985, a seguito del violento terremoto del 23 novembre 1980.

Le prime testimonianze storiche sono due epigrafi, in caratteri beneventani, collocate sul lato desto della Cattedrale di San Gerardo, che ci forniscono un primo segno del passato, la prima, quella in alto, registra l’opera di rifacimento, alla fine del secolo XII, fatta dal vescovo Bartolomeo. 

La traduzione in italiano è:
Tu che osservi, vedi l’opera nella cui struttura io sono / tieni presente che io non sono la fabbrica madre / sono venuta dopo (sono figlia) per opera di Bartolomeo / la cui premura mi diede inizio / Son passati milleduecento anni dal parto / che fu senza pari nel rinnovare la terra
L’antica chiesa “madre” è attestata dai frammenti di pavimento musivo policromo, con disegni geometrici, risalenti al IV o V secolo, ritrovati durante i restauri compiuti negli anni ’60, sotto il presbiterio.

La seconda epigrafe, quella in basso, è stata aggiunta dal vescovo Serrao, al termine dei lavori di ristrutturazione del 1789 e la traduzione in italiano è: “Qui sopra ho collocato i resti anche dell’antichità barbarica, affinchè nulla ne andasse perduto”.

Autore dell'articolo: Pinnarò Patrizio
segretario dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale del Turismo
Arcidiocesi di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo
La riproduzione del testo è consentita con la citazione della fonte.

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