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San Gerardo di Potenza : gli affreschi della navata principale

Gli affreschi della volta, sapientemente e brillantemente, sono stati realizzati dall’artista Mario Prayer nel 1934, per poi essere restaurati negli anni ’45-50 a seguito degli incendi del settembre ’43 che li avevano danneggiati, insieme al Coro Ligneo settecentesco, distrutto con l’organo, ricostruito in sobrio stile moderno, in legno scuro, negli anni ’70.

Il Prayer era un pittore e titolare di una fra le più note imprese di decorazione della Puglia di quel tempo, a lui si devono anche altri affreschi, quelle delle cappelle e della cupola.

Nella prima volta è raffigurato la Cacciata dal Paradiso terrestre di Adamo ed Eva, questa scena è presente nel libro della Genesi, primo libro della Bibbia cristiana, dell’Antico Testamento, i primi due versetti del libro della Genesi, rappresentano l'incipit dell'intera Bibbia : 
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
A fare da corona a questa importante scena dell’Antico Testamento, ci sono Abramo e Giacobbe da un lato, e Mosè e Noè dall’altro. 

ABRAMO:  è stato il primo patriarca dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam. In ebraico Avraham significa “Padre di molti dei popoli”, 

GIACOBBE: Iacob significa “il soppiantatore; il nome deriva da ageb ossia “tallone” e più semplicemente “afferrare per il calcagno o soppiantare“, fu chiamato così poiché, «al momento del parto, teneva con la mano il calcagno del fratello gemello, nato per primo e quindi destinatario del diritto di primogenitura.»

Nei riquadri tondi sono raffigurati gli apostoli, a questa scena, sono stati affiancati San Tommaso e San Mattia.

SAN MATTIA : secondo il libro degli Atti degli apostoli fu uno dei settanta discepoli di Gesù e rimase con lui dal battesimo ad opera di Giovanni Battista fino all’Ascensione. Matthias è un nome derivante da Mattahias, che significa “Dono di Dio”, da non confondere con l’evangelista Matteo.
SAN TOMMASO: fu uno dei 12 apostoli di Gesù ed è noto principalmente per essere il protagonista di un brano del Vangelo secondo Giovanni (20,24-29) in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe.

MOSÈ: è stato un profeta e condottiero del popolo ebraico secondo il racconto biblico dell’Esodo. Il popolo ebraico si trovava in schiavitù nel paese d’Egitto, uscì verso Palestina attraverso la penisola del Sinai sotto la guida di Mosè, inviato da Dio. Questa liberazione è ricordata nel rito del Pesach (=passaggio), la pasqua ebraica.
NOÈ: il più importante patriarca biblico, dopo Adamo. Il nome viene interpretato con il significato di consolatore, ma potrebbe anche riguardare il suo innovamento nel coltivare la terra: fu il primo ad utilizzare attrezzi agricoli mentre precedentemente si erano utilizzate soltanto le mani. Un altro possibile significato, sempre dall'ebraico, è di "quiete", "riposo“.

Nella seconda volta c'è la crocefissione di Gesù, a cui fanno da cornice da un lato, Isaia e Geremia, e dall’altro Davide e Daniele, è uno dei simboli più diffusi del Cristianesimo. La composizione classica consiste in una croce latina alla quale è applicato un corpo umano maschile (Gesù), seminudo e senza vita, con il capo reclinato sulla spalla, cinto da una corona di spine e con le mani inchiodate ai bracci della croce, i piedi ai fusti, e il costato trafitto. In questa raffigurazione l’autore ha inserito anche un’aureola intorno a Gesù. 

ISAIA: è stato un profeta ebraico, il nome significa il Signore salva, è uno dei profeti biblici, a cui è attribuito, se non tutto almeno la parte iniziale del libro di Isaia. E’ considerato insieme con Elia uno dei pofeti più importanti della Bibbia.
GEREMIA: in ebraico significa Esaltazione del Signore, fu un sacerdote ed un profeta biblico, ritenuto autore dell’omonimo libro e del Libro delle Lamentazioni, entrambi parte della Bibbia.
ANDREA APOSTOLO: assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore, e la tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo invitandolo ad essere per lui "pescatore di uomini“ tradotto anche come "pescatore di anime".

GIUDA TADDEO: fu uno degli apostoli di Gesù ed il primo “Catholicos di tutti gli Arnemi” (è la chiesa nazionale più antica della cristianità e una delle prime comunità cristiane), da non confondere con Giuda Iscariota che tradì Gesù. Si ipotizza fosse cugino di Gesù, Taddeo è un appellativo derivato dall'aramaico taddajja (petto) e Lebbeo da libba, cioè cuore. Equivarrebbe in entrambi i casi a "uomo dal grande cuore" cioè coraggioso. Viene considerato, per antichissima tradizione, patrocinatore dei casi disperati (o delle cause perse) e grande taumaturgo.
DAVIDE: è stato il secondo re e messia d’Israele durante la prima metà del X secolo a.C.. Nel cristianesimo, da Davide discende Giuseppe, padre putativo di Gesù.
DANIELE: è uno dei profeti biblici, il suo nome significa “Dio è il mio giudice”, viene considerato l’ultimo dei quattro grandi profeti nell’Antico Testamento cristiano.

Nella terza volta c'è San Pietro con i simboli del vecchio e del nuovo testamento a cui fanno da cornice: da un lato Sant’Attanasio e San Giovanni Crisostomo e dall’altro Sant’Ambrogio e Sant’Agostino.

SAN PIETRO: fu uno dei dodici apostoli di Gesù ed è considerato dalla Chiesa cattolica il primo Papa. Dopo la crocifissione e la successiva resurrezione di Gesù, Pietro venne nominato dallo stesso maestro capo dei dodici apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana.
Il suo nome originale era Simone (dalla radice ebraica shama significa “ascoltare” e che assume molto probabilmente il significato di "colui che ha ascoltato"), ma, secondo quanto affermato da Matteo e Giovanni, ricevette da Gesù Cristo stesso il nome di Kefa, che in aramaico significa “roccia”, “pietra” e che in greco suona Petros, in latino Petrus. Anche San Polo lo chiamava Kephas, oltre che Pietro. 

Gesù in primo luogo proclama: “E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. 

Il termine “Chiesa”, tanto frequente sotto la penna di Paolo, nei vangeli non appare che due volte e designa la nuova comunità che Gesù stava per fondare e che egli presenta come una realtà non solo stabile, ma indistruttibile. Essa è “edificata” su Simone, che a causa di questo ruolo riceve qui il nome di Pietro. 

SANT’ATANASIO: la sua vita fu legata al grande sforzo che la Chiesa cattolica dovette sostenere in quegli anni per definire la Trinità di Dio. 

Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua "sostanza", ma comune a tre "persone" .
Dio padre: creatore del cielo e della terra e Padre celeste del mondo.
Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo nella persona di Gesù Cristo nel seno della Vergina Maria, il Redentore del mondo.
Lo Spirito Santo: che è l’amore perfetto e divino che il Padre ed il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO: detto anche Giovanni d’Antiochia è stato il 2° Patriarca di Costantinopoli. Il suo zelo e il suo rigore furono causa di forti opposizioni alla sua persona. Scrisse delle omelie antigiudaiche, utilizzate nei secoli come pretesto per le discriminazioni e persecuzioni contro gli ebrei.
Giovanni si adoperò nell'intento di moralizzare il clero di Costantinopoli colpito dalle critiche per il lusso e lo stile di vita. I suoi sforzi cozzarono contro una forte resistenza e quindi furono limitati e provvisori.

IACOBUS (SAN GIACOMO DI ZEBEDEO): detto anche Giacomo il Maggiore, o San Jacopo fu uno dei dodici apostoli di Gesù. Figlio di Zebedeo e di Salomè, era il fratello di Giovanni apostolo. E’ detto il Maggiore per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto “Minore” Secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva quando Gesù li chiamò per seguirlo. Giacomo fu il primo apostolo martire.
Il sepolcro contenente le sue spoglie sarebbe stato scoperto nell'anno 830 in seguito ad una visione luminosa. Il vescovo Teodomiro, avvisato di tale prodigio, giunse sul posto e scoprì i resti dell'Apostolo. Dopo questo evento miracoloso il luogo venne denominato campus stellae ("campo della stella") dal quale deriva l'attuale nome di Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia.

GIACOMO DI ALFEO: è stato uno dei 12 apostoli di Gesù. Viene anche definito il minore, per distinguerlo da Giacomo, figlio di Zebedeo, detto il maggiore. Le informazioni biografiche sono molto scarse.

SANT’AMBROGIO: fu vescovo, scrittore ed uomo politico, nonché una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. E’ annoverato tra i 4 massimi dottori della Chiesa, insieme a San Girolamo, Sant’Agostino e San Gregorio I papa.

Uomo di grande carità, tenne la sua porta sempre aperta, prodigandosi senza tregua per il bene dei cittadini affidati alle sue cure. Ad esempio, Sant'Ambrogio non esitò a spezzare i Vasi Sacri e ad usare il ricavo dalla vendita per il riscatto di prigionieri:
<<Di fronte alle critiche mosse dagli ariani per il suo gesto, egli rispose che «è molto meglio per il Signore salvare delle anime che dell'oro. Egli infatti mandò gli apostoli senza oro e senza oro fondò le Chiese. I sacramenti non richiedono oro, né acquisisce valore per via dell'oro ciò che non si compra con l'oro».
Ambrogio fu autore di diversi inni per la preghiera, compiendo fondamentali riforme nel culto e nel canto sacro, che per primo introdusse nella liturgia cristiana, e ancor oggi a Milano vi è una scuola che tramanda nei millenni questo antico canto. 

SANT’AGOSTINO: è stato un filosofo, vescovo e teologo romano. Padre, dottore e santo della Chiesa cattolica, detto anche “Doctor Gratiae (“Dottore della Grazia”). 
Antonio Livi (filosofo, editore e saggista) lo definisce: il massimo pensatore cristiano del primo millennio e certamente anche uno dei più grandi geni dell'umanità in assoluto.

Agostino, gradualmente, conobbe la dottrina cristiana e, nella sua mente, iniziarono a fondersi la filosofia platonica ed i dogmi rivelati. Abolì anche l'uso di tenere banchetti nelle cappelle dei martiri. 

Molte sue opere affrontano il “ problema del male”, opinioni basate sull'ottimismo derivante dall'idea che ogni opera di Dio è buona e che l'unica fonte del male è la libertà delle creature. 

Agostino difese il libero arbitrio, anche nell'uomo, con tale ardore che i suoi lavori contro i Manichei sono una ricca fonte di argomentazioni per questo problema. Operò una prima distinzione fra il male fisico del corpo e il male morale dell'anima, legato al peccato.

Le confessioni sono la storia della sua maturazione religiosa:
l'uomo è incapace di orientarsi da solo: esclusivamente con l'illuminazione di Dio, a cui deve obbedire in ogni circostanza, l'uomo riuscirà a trovare l'orientamento nella sua vita.
Nella quarta volta c'è IL CRISTO RE IN TRONO a cui fanno da cornice: da un lato San Luigi Gonzaga e San Giovanni Bosco e dall’altro San Domenico e San Francesco Saverio.

LUIGI GONZAGA: fu un religioso italiano gesuita. Papa Benedetto XIII lo dichiarò “protettore degli studenti” nel 1729. Nel 1926 fu proclamato patrono della gioventù cattolica da papa Pio XI.

SAN GIOVANNI BOSCO: fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Grazie al suo atteggiamento così mansueto e innocente, il futuro santo comprese quanto fosse importante per lui raggiungere la salvezza dell'anima e ciò rimase talmente impresso nella sua mente che un giorno, quando egli avrebbe fondato l'Oratorio a Valdocco, avrebbe trascritto su un cartello nella propria stanza:
«Toglimi tutto, ma dammi le anime»
Ispirato dalle notizie riguardanti Don Giovanni Cocchi, che pochi anni prima di lui aveva tentato di radunare all'interno di un Oratorio i ragazzi disagiati di Torino, Giovanni Bosco decise di scendere per le strade della sua città e osservare in quale stato di degrado fossero i giovani del tempo. 
Incontrò così i ragazzi che, sulla piazza di Porta Palazzo, cercavano in tutte le maniere di procurarsi un lavoro. Di questi giovani molti erano scartati perché poco robusti e in poco tempo costretti a finire presto sottoterra. 
Le statistiche confermano che in quel tempo ben 7184 fanciulli sotto i dieci anni erano impiegati nelle fabbriche, in piazza San Carlo, Don Bosco poteva conversare con i piccoli spazzacamini, di circa sette o otto anni, che gli raccontavano il loro mestiere e i problemi da esso generato. 
Erano molto rispettosi nei confronti del sacerdote che li difendeva molto spesso contro i soprusi dei lavoratori più grandi che tentavano di derubarli del misero stipendio. 
Insieme a Don Cafasso cominciò a visitare anche le carceri e inorridì di fronte al degrado nel quale vivevano giovani dai 12 ai 18 anni, rosicchiati dagli insetti e desiderosi di mangiare anche un misero tozzo di pane. Dopo diversi giorni di antagonismo, i carcerati decisero di avvicinarsi al sacerdote, raccontandogli le loro vite e i loro tormenti. 
Don Bosco sapeva che quei ragazzi sarebbero andati alla rovina senza una guida e quindi si fece promettere che, non appena essi sarebbero usciti di galera, lo avrebbero raggiunto alla chiesa di San Francesco. 

BARTOLOMEO APOSTOLO: uno dei dodici apostoli di Gesù. Non ci sono indicazioni precise sulle date di nascita e di morte. Tutto quello che si conosce di questo Apostolo proviene dai vangeli. E' protettore di diverse attività artigiani che operano con coltelli e arnesi da taglio: Macellai, cuoiai, calzolai, fabbricanti di guanti, legatori di libri, pellicciai, sarti, conciatori.

SAN FILIPPO: è uno dei dodici apostoli di Gesù, indicato al quinto posto nell’elenco degli apostoli dei Vangeli sinottici. Prima dell’Ultima cena, avendo chiesto a Gesù di mostrare a loro il Padre e basta, riceve questa risposta con tono di rimprovero: 
« da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto »
SAN DOMENICO: fu il fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori (detti comunemente domenicani, pospongono al loro nome la sigla O.P.) ed è stato proclamato santo nel 1234. Venne in contatto con le miserie causate dalle continue guerre e dalla carestia. 
Nel 1212 San Domenico, durante la sua permanenza a Tolosa, dal racconto del beato Alano della Rupe, ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del rosario, come richiesta ad una sua preghiera per combattere l'eresia albigese senza violenza. Da allora il rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche.

SAN FRANCESCO SAVERIO: è stato un gesuita e missionario spagnolo, proclamato santo nel 1622 da papa Gregorio XV. 
I voti erano: povertà, castità, e pellegrinaggio in Terrasanta; se non fossero riusciti a partire sarebbero andati a Roma per mettersi a disposizione del Papa. 
Esiste una Chiesa costruita dai Gesuiti nella seconda metà del '700 dedicata a S. Francesco Saverio, e si trova nella città di Mondovì in provincia di Cuneo.
In questa chiesa si trova anche l'unico esemplare di macchina d'altare rimasto al mondo (opera di Andrea Pozzo). Attualmente (2009) la chiesa è in restauro.
Autore dell'articolo: Pinnarò Patrizio
segretario dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale del Turismo
Arcidiocesi di Potenza - Muro Lucano - Marsico Nuovo
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