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CANONIZZAZIONE DEI BEATI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

Domenica della Divina Misericordia, 27 aprile 2014

Piazza San Pietro, ore 10.00

Santa Messa

GIOVANNI XXIII (1881-1963)


Angelo Giuseppe Roncalli nacque a Sotto il Monte, diocesi e provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881. Venne battezzato lo stesso giorno, quartogenito di tredici figli. In parrocchia, sotto la guida dell’ottimo don francesco rebuzzini, ricevette una indelebile impronta ecclesiastica che l’avrebbe sorretto nelle difficoltà e animato nelle imprese apostoliche.

Ricevuta la cresima e la prima comunione nel 1889, entrò nel Seminario di Bergamo nel 1892, dove rimase per gli studi classici e filosofici fino al secondo anno di teologia. Giovanetto quattordicenne iniziò la stesura degli appunti spirituali che lo accompagneranno, con diverse modalità, fino alla morte, e che sono raccolti nel Giornale dell’anima. La pratica della direzione spirituale assidua ebbe qui il suo inizio. Il 1 marzo 1896, il padre spirituale del Seminario di Bergamo, don Luigi Isacchi, lo ammise nell’Ordine francescano Secolare di cui professò la regola il 23 maggio 1897.

Dal 1901 al 1905 fu alunno del Pontificio Seminario romano, godendo di una borsa di studio della diocesi di Bergamo per seminaristi meritevoli. Nel frattempo espletò per un anno il servizio militare. Venne ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 a Roma, in Santa Maria in Monte Santo a Piazza del Popolo. Nel 1905 divenne segretario del nuovo Vescovo di Bergamo, mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi. Fino al 1914 tenne tale ufficio, accompagnando il Vescovo nella visita pastorale, collaborando a molteplici iniziative pastorali: Sinodo, redazione del mensile «La vita diocesana», pellegrinaggi, opere sociali. fu insegnante in Seminario di storia, patrologia, apologetica. Nel 1910, nel riordino degli Statuti dell’Azione cattolica, il Vescovo gli affidò la sezione V (le donne cattoliche). Collaborò al quotidiano cattolico di Bergamo, fu predicatore, assiduo, profondo, efficace.

Furono gli anni dell’approfondito incontro con i santi pastori, San Carlo Borromeo (di cui pubblicherà gli Atti della visita apostolica compiuta a Bergamo nel 1575), San francesco di Sales e l’allora Beato Gregorio Barbarigo. furono gli anni del grande respiro pastorale appreso vivendo ogni giorno a fianco del Vescovo mons. Radini Tedeschi. Alla morte del Vescovo nel 1914 don Angelo continuò il proprio ministero sacerdotale come insegnante in Seminario e nei diversi ambiti della pastorale soprattutto associativa.

All’ingresso dell’Italia in guerra nel 1915 fu richiamato come sergente di sanità. L’anno dopo divenne cappellano militare in servizio negli ospedali militari di retrovia e coordinatore dell’assistenza spirituale e morale dei soldati. A conclusione della guerra, aprì la «casa dello studente» curando la pastorale studentesca. Nel 1919 fu nominato direttore spirituale in Seminario.

Nel 1921 iniziò la seconda parte della sua vita: quella a servizio della Santa Sede. chiamato a roma da Benedetto XV come Presidente per l’Italia del consiglio centrale della Pontificia Opera per la Propagazione della fede, visitò molte diocesi d’Italia organizzando circoli Missionari. Nel 1925 Pio XI lo nominò Visitatore Apostolico per la Bulgaria, elevandolo all’episcopato con il titolo di Areopoli. Scelse come motto episcopale «Obœdientia et pax», programma che lo accompagnò sempre.

Ordinato Vescovo il 19 marzo 1925 a roma, raggiunse Sofia il 25 aprile. Nominato successivamente primo delegato Apostolico, rimase in Bulgaria fino al 1934, visitando le comunità cattoliche, intessendo rispettosi rapporti con le altre comunità cristiane. Fu presente con caritatevole sollecitudine durante il terremoto del 1928. Soffrì in silenzio incomprensioni e difficoltà di un ministero segnato dalla pastorale dei piccoli passi. Affinò la propria confidenza e l’abbandono in Gesù crocifisso.

Il 27 novembre 1935 venne nominato delegato Apostolico in Turchia e Grecia. Il nuovo campo di lavoro era vasto e la chiesa cattolica era presente in molte forme nella giovane repubblica turca, che si stava rinnovando e organizzando. fu intenso il ministero verso i cattolici e lo stile di rispetto e di dialogo con il mondo ortodosso e musulmano lo contraddistinse. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu presente in Grecia devastata dai combattimenti. cercò

di offrire notizie sui prigionieri di guerra e mise in salvo molti ebrei servendosi del «visto di transito» della delegazione Apostolica. Il 20 dicembre 1944 Pio XII lo nominò Nunzio Apostolico a Parigi.

Durante gli ultimi mesi di guerra e i primi di pace aiutò i prigionieri di guerra, curando la normalizzazione dell’assetto ecclesiastico di francia. Visitò i santuari francesi, partecipò alle feste popolari e alle manifestazioni religiose più significative. fu osservatore attento, prudente e fiducioso delle nuove iniziative pastorali dell’episcopato e del clero di francia. 

Lo ispirava sempre la ricerca della semplicità del Vangelo, anche dentro le più complesse questioni diplomatiche. Lo sosteneva il desiderio pastorale di essere sacerdote in ogni situazione. Lo animava la sincera pietà che si trasformava ogni giorno in prolungato tempo di preghiera e di meditazione. Il 12 gennaio 1953 fu creato cardinale e il 25 promosso Patriarca a Venezia. fu lieto di potersi dedicare per gli ultimi anni della sua vita al ministero diretto della cura d’anime, desiderio che lo aveva sempre accompagnato diventando prete. fu pastore sapiente e intraprendente, sull’esempio dei santi pastori che aveva sempre venerato: San Lorenzo Giustiniani, primo Patriarca di Venezia, e San Pio X. Mentre l’età avanzava, aumentava la confidenza nel Signore, dentro una laboriosità pastorale attiva, intraprendente, gioiosa.

Alla morte di Pio XII fu eletto Papa il 28 ottobre 1958, e assunse il nome di Giovanni XXIII. Nel suo quinquennio papale, apparve al mondo come l’immagine autentica del Buon Pastore. Mite e soave, intraprendente e coraggioso, semplice e attivo compì i gesti cristiani delle opere di misericordia corporali e spirituali, visitando i carcerati e gli ammalati, accogliendo uomini di ogni nazione e di ogni fede, esercitando verso tutti uno squisito sentimento di paternità. 

Il suo magistero sociale è contenuto nelle Encicliche «Mater et magistra» (1961) e «Pacem in terris» (1963).

Convocò il Sinodo romano, istituì la commissione per la revisione del codice di diritto canonico, convocò il concilio Ecumenico Vaticano II. Fu presente come Vescovo nella diocesi di roma, visitando parrocchie e chiese del centro storico e della periferia. Il popolo vide in lui un raggio della benignitas evangelica e lo chiamò «il Papa della bontà». Lo sosteneva un profondo spirito di preghiera; traspariva da lui, iniziatore di un rinnovamento nella chiesa, la pace di chi confida sempre nel Signore. Si inoltrò decisamente sui sentieri della evangelizzazione, dell’ecumenismo, del dialogo con tutti, avendo la paterna preoccupazione di raggiungere i suoi fratelli e figli maggiormente tribolati.

Morì la sera del 3 giugno 1963, all’indomani della Pentecoste, in profondo spirito di abbandono a Gesù, nel desiderio del suo abbraccio, circondato dalla preghiera corale del mondo, che pareva essersi raccolto intorno a lui, per respirare con lui nell’amore del Padre.

Giovanni XXIII fu dichiarato beato da Papa Giovanni Paolo II, il 3 settembre 2000 in Piazza San Pietro, nel corso della celebrazione del Grande Giubileo dell’anno 2000.

GIOVANNI PAOLO II (1920-2005)

Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920.

Era il terzo dei tre figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, la quale morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.

A nove anni ricevette la Prima comunione e a diciotto anni il sacramento della cresima. Terminati gli studi al ginnasio di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava e poi in una fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro rapsodico”, anch’esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il 1° novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a cracovia, poi in quella di San floriano, in città. fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università Jagellónica di cracovia una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di cracovia e nella facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia e titolare di Ombi. ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò cardinale il 26 giugno 1967. Partecipò al concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato.

Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre ebbe inizio il suo ministero di Pastore Universale della chiesa. Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo, espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le chiese, sono stati 104.

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si attribuiscono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).

Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 riti di beatificazione, nei quali ha proclamato 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (e 1 in pectore) cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del collegio cardinalizio.

Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990, 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro ha subito un grave attentato. Salvato dalla mano materna della Madre di dio, dopo una lunga degenza, ha perdonato il suo attentatore e, consapevole di aver ricevuto una nuova vita, ha intensificato i suoi impegni pastorali con eroica generosità.

La sua sollecitudine di pastore trovò espressione, inoltre, nella erezione di numerose diocesi e circoscrizioni ecclesiastiche, nella promulgazione dei codici di diritto canonico latino e delle chiese Orientali, del catechismo della chiesa cattolica. Proponendo al Popolo di dio momenti di particolare intensità spirituale indisse l’Anno della redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia nonché il Grande Giubileo del 2000. Avvicinò le nuove generazioni indicendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù.

Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II. Alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000). Ha incontrato milioni di fedeli nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Sono state numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

È morto a roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, alle ore 21.37, nella vigilia della domenica in Albis o della divina Misericordia, da lui istituita. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane sono stati celebrati l’8 aprile.

Il rito solenne della beatificazione, sul sagrato della Basilica Papale di San Pietro il 1° maggio 2011, è stato presieduto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, suo immediato successore e prezioso collaboratore per lunghi anni quale Prefetto della congregazione per la dottrina della fede.

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