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Intervista a P. Gabriele Amorth su: “Halloween: una festa innocente?


D. Perché vi siete interessati alla Festa di Halloween?


D. Quali aspetti?

P.G. Intorno al tipico Halloween infantile si è scatenato un fenomeno che va a toccare i giovani e gli adolescenti: quello cioè degli incontri e delle feste in discoteca all’insegna del cattivo gusto. Rappresentano una vera e propria esaltazione del macabro e dell’horror, in cui le persone indossano i costumi più orribili e dissacranti, spesso anche offensivi nei confronti della religione. In certe feste con tematiche esoteriche, oltre a ballare, si possono incontrare maghi e cartomanti che affermano di poter prevedere il futuro ad es. attraverso l’Oroscopo o la lettura dei Tarocchi. Approfittano di questa ricorrenza per avvicinare i ragazzi e i giovani alle pratiche magiche e superstiziose.

D. In che cosa vede la pericolosità di tutto ciò?

P.G. Da un punto di vista religioso cristiano diciamo che la moda finisce per distrarre l’attenzione dei ragazzi in un periodo dell’anno che, per tradizione, era sempre stato riservato al ricordo di tutti i santi e alla commemorazione dei defunti. Queste feste di carattere esoterico e “horror” rischiano di spingere i giovani sulla strada della paganizzazione. Il ricordo dei santi e dei morti viene soppiantato dalla volgarità di certi costumi. Inoltre, non dobbiamo trascurare l’aspetto dell’avvicinamento dei giovani al mondo dell’esoterismo, favorito soprattutto dalla grande familiarità con Internet delle nuove generazioni. Attraverso il computer accedere all’occultismo è un passo che può essere breve. In genere si inizia per curiosità. Un ragazzo o ragazza desidera sapere qualcosa di più su Halloween, magari perché invitato ad una festa da amici, vorrebbe intagliare una zucca, o cercare qualche idea per creare un costume. Questo/a giovane si siede davanti al computer e scrive la parola “Halloween” in un motore di ricerca. I siti che compaiono, spesso, rappresentano una trappola, infatti, con la scusa di parlare di questa festa, offrono magari informazioni sul mondo dell’occultismo e della stregoneria. Ciò rappresenta un rischio grave, perché la maggior parte dei ragazzi naviga in Internet in condizioni di piena solitudine, così è molto facile essere indottrinati e strumentalizzati. Si sa che alcune sette utilizzano la rete per catturare nuovi seguaci, profittando dell’ingenuità dei giovani. Per di più, nel periodo di Halloween, le edicole sono invase da riviste per ragazzi che si ispirano alle più classiche mode del “New Age”: l’uso di erbe magiche, i presunti poteri delle pietre, la lettura della mano, la fabbricazione di amuleti e talismani ecc. ecc. Con la scusa del gioco, si arriva a vere e proprie forme di indottrinamento neopagano. Non è superfluo ricordare che per i satanisti in genere, il 31 ottobre rappresenta il grande “sabba”, cioè il capodanno satanico: le sette occulte, le psicosette, i gruppi pseudo religiosi esultano perché sono giorni estremamente propizi per adescare e reclutare nuovi adepti. Ecco perché Halloween non può essere considerato semplicemente un fenomeno commerciale o un altro Carnevale. Dietro le zucche, i costumi e i festeggiamenti, apparentemente innocui, si nascondono molte insidie.

D. Cosa propone?

P.G. La cosa più importante da fere è certamente quella di stimolare un maggiore senso critico nei giovani, aiutandoli a non “bere” in modo passivo i messaggi ingannevoli che vengono associati a questa festa. Qui occorre anche un po’ di coraggio. Non bisogna avere paura di ricordare ai ragazzi il significato del tempo dell’anno in cui ci troviamo, quello cioè del ricordo dei Santi con la loro grande testimonianza e dei nostri cari defunti. È un’occasione preziosa per riscoprire la ricchezza spirituale delle nostre più autentiche tradizioni. Alle zucche vuote, simbolo di Halloween, dobbiamo rispondere con le zucche piene di una cultura veramente alternativa e controcorrente, che sostituisca il rumore e la confusione di certi fenomeni di massa con l’intimità di una fede vissuta nel proprio cammino quotidiano. In tutto ciò si fa appello a genitori, insegnanti, educatori, religiosi e sacerdoti affinché sensibilizzino fortemente la società civile e l’opinione pubblica, soprattutto aiutando i bambini a sentire l’importanza della festa cristiana, esaltandola e dandole rilevanza, magari spiegando proprio la vita dei santi e rifiutando quanto, non solo non appartiene alla nostra cultura, ma è in aperto contrasto con le radici cristiane del nostro paese e può influire in modo negativo sulla vita delle persone, specialmente più giovani, come sopra abbiamo detto.



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